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Loligo vulgaris
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Il mwdgcalamarocite-ref-min-3-0[3] (mwewmwfaLoligo vulgaris mwfqLamarck, 1798), conosciuto anche come mwfgcalamaro europeo o mwfwcalamaro comune, è un mwgamollusco mwgqcefalopode della mwggfamiglia mwgwLoliginidae.

Contents

Note

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Etimologia

Il nome comune ha lo stesso etimo di "mwhwcalamaio", dal greco mwiakalamos (mwiqcalamo), che da astuccio per le penne è passato a indicare nel Medioevo il vasetto dell'inchiostro, con allusione quindi alla forma del mollusco e al mwigsecreto difensivo di colore nero che emette quando minacciato (analogo al mwiwnero di seppia).

Descrizione

Il calamaro europeo ha un corpo lungo, moderatamente snello e cilindrico che contiene una mwkgconchiglia interna (detta mwkwgladio o penna). Le pinne romboidali costituiscono i due terzi della lunghezza del mwlamantello, sebbene la locomozione avvenga tramite propulsione a gettocite-ref-4[4]. Il bordo posteriore è leggermente concavo. La testa è relativamente piccola e ha grandi occhi ricoperti da una membrana trasparente. Come quasi tutti i calamari, questa specie possiede dieci arti che circondano la bocca e il mwmqbecco: otto sono braccia relativamente corte, e due, i tentacoli, sono lunghi, poiché servono per catturare le prede. Il quarto braccio sinistro dei maschi è un mwmgectocotile. I calamari possono crescere fino a 30–40 cm di lunghezza del mantello, ma più spesso raggiungono i 15–25 cm. I maschi sono generalmente più grandi delle femmine e mostrano ritmi di crescita più rapidi. Il colore del calamaro europeo è grigio-trasparente o rossastro, a seconda dell'espansione dei mwmwcromatofori nel mwnaderma. I maschi hanno piccoli cromatofori sul mantellocite-ref-1-5-0[5].

Distribuzione e habitat

Il calamaro è una specie mwowneritica, semidemersale, che compie migrazioni orizzontali e verticali distinte, a seconda dell'ambiente. mwpaL. vulgaris si trova in tutto il mwpqMediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale dal mwpgMare del Nord al mwpwgolfo di Guinea. Si trova a temperature comprese tra 13 °C e 20 °C, preferendo i 18 °Ccite-ref-6[6]. Nel mwraMare Adriatico, i calamari possono essere trovati su vari substrati, da quelli sabbiosi a quelli fangosicite-ref-1-5-1[5], mentre nelle acque britanniche si trovano principalmente nel mwsqMare d'Irlanda, lungo la costa meridionale dell'Inghilterra e al largo della Scozia settentrionalecite-ref-7[7]. Questa specie vive dalla superficie fino a profondità di 500 m e viene estensivamente sfruttata dall'industria della pescacite-ref-costa-8-0[8].

Biologia

Questa specie si trova dalla superficie fino a circa 500 m di profondità, ma è più abbondante tra i 20 e i 250 m (più in profondità durante l'inverno). La popolazione dell'Atlantico nord-orientale trascorre l'inverno nelle acque più profonde al largo del Portogallo, quindi si sposta verso la costa della Francia in primavera, prima di migrare più a nord nel Mare del Nord nei mesi di maggio e giugno, dove depone le uova a profondità comprese tra 20 e 80 m. In autunno avviene una migrazione verso sud. Allo stesso modo, la popolazione al largo del mwvaMarocco e del mwvqSahara occidentale trascorre l'inverno in acque più profonde al largo e si sposta verso la costa per deporre le uova in primavera e autunno. Il principale mwvgreclutamento giovanile avviene nei mesi di febbraio e marzo e tra luglio e settembre. Nel Mediterraneo occidentale, i calamari europei si spostano in acque più profonde nel tardo autunno; gli individui più grandi iniziano la migrazione costiera già a gennaio e febbraio, mentre gli individui più piccoli aspettano fino all'estate. La stagione riproduttiva si estende per gran parte dell'anno, ma culmina all'inizio dell'estate e all'inizio dell'autunno. Le femmine depongono fino a 20mwvwmwwa 000 piccole uova, che vengono depositate in ammassi gelatinosi tubolari contenenti decine di uova ciascuno. Questi ammassi vengono attaccati a detriti e altri oggetti solidi su fondali sabbiosi o fangosi. Il periodo di incubazione dipende dalla temperatura ed è compreso tra 25 giorni (a 22 °C) e 45 giorni (a 12-14 °C). La dimensione del maschio determina il numero (fino a 800) e la dimensione degli mwwqspermatofori. I maschi che si riproducono per la seconda volta solitamente ne trasportano più di quelli che si riproducono per la prima voltacite-ref-costa-8-1[8]cite-ref-0-9-0[9].

La crescita in entrambi i sessi dipende dalla temperatura ed è quindi più rapida in estate che in inverno; i maschi crescono più velocemente delle femmine. Nell'Atlantico, i giovani calamari nati a giugno raggiungono una lunghezza del mantello di circa 12 cm entro dicembre e raggiungono i 13 o 14 cm nell'aprile successivo. Entro agosto i maschi raggiungono una lunghezza del mantello di 17,5 cm e, se raggiungono l'aprile successivo, di 21 cm, contro i 17 cm delle femmine. L'aspettativa di vita è di 2 anni nelle femmine e di circa 3 anni nei maschicite-ref-2-10-0[10]. I calamari europei sono predatori di pesci e crostacei. Il mwgacannibalismo è comunecite-ref-2-10-1[10].

Parassiti

Spesso si rinvengono colonie infestanti di mwhwAnisakis.

Può presentare il mwiqcopepode parassita mwigPennella varianscite-ref-11[11].

Uso culinario

Il calamaro europeo è una specie di valore commerciale. Viene catturato durante tutto l'anno nella pesca a strascico multispecie e, stagionalmente, nella pesca artigianale e ricreativa con una varietà di attrezzi.

Esistono diversi modi per preparare e cucinare i calamari. I mwkwcalamari fritti sono comuni nei paesi del mwlaMediterraneo.

Specie affini

A livello commerciale, la dizione "calamaro" senza aggettivi è consentita per due specie strettamente affini: mwqgLoligo vulgaris e mwqwLoligo forbesi.cite-ref-min-3-1[3] Volgarmente, quando serve distinguerle, le due specie sono indicate rispettivamente con i nomi di "calamaro comune" e "calamaro nordico".

Il genere mwsgmwswLoligo comprende anche altre specie, tra cui mwtamwtqLoligo reynaudii, il calamaro di Capo di Buona Speranza, che veniva in passato considerata una mwtgsottospecie del mwtwL.mwua vulgaris.cite-ref-12[12]

In commercio è consentito indicare come calamari altre specie di generi affini, a condizione di far seguire alla parola "calamaro" una specificazione definita dal Mipaaf, p.es. "calamaro atlantico" (mwvgDoryteuthis ocula, mwvwDoryteuthis pealeii), "calamaro del Pacifico" (mwwaDoryteuthis opalescens, mwwqHeterololigo bleekeri, mwwgLoliolus beka, mwwwLoliolus japonicus, mwxaUroteuthis chinensis, mwxqUroteuthis sibogae) ecc.cite-ref-min-3-2[3] Molte di queste specie erano un tempo incluse nel genere mwygLoligo (p.es. mwywDoryteuthis opalescens sin. mwzaLoligo opalescens).

Note

cite-note-11. mw0wmw1amw1qLoligo vulgaris, su mw1gsealifebase.ca. mw1wURL consultato il 26 febbraio 2026.
cite-note-22. mw2wmw3amw3qLoligo vulgaris, su mw3gmarinespecies.org. mw3wURL consultato il 26 febbraio 2026.
cite-note-min-33. mw5wmw6amw6qDecreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su mw6gmasaf.gov.it. mw6wURL consultato il 26 febbraio 2026.
cite-note-44. mw7w(mw8amw8qEN) W. Johnson, P. D. Soden e E. R. Trueman, mw8gmw8wA Study in Jet Propulsion: An Analysis of the Motion of the Squid, Loligo Vulgaris, in mw9aJournal of Experimental Biology, vol.mw9q 56, n.mw9g 1, 1º febbraio 1972, pp.mw9w 155-165, mw-aDOI:mw-q10.1242/jeb.56.1.155. mw-gURL consultato il 26 giugno 2024.
cite-note-1-55. mwaqamwaqemwaqiSpecie: Loligo vulgaris (Lamarck, 1798), su mwaqmwww.faoadriamed.org. mwaqqURL consultato il 26 giugno 2024.
cite-note-66. mwaqgmwaqkmwaqoLoligo vulgaris, European squidmwaqs : fisheries, su mwaqwwww.sealifebase.se. mwaq0URL consultato il 26 giugno 2024.
cite-note-77. mwaremwarimwarmLoligo vulgaris | NBN Atlas, su mwarqspecies.nbnatlas.org. mwaruURL consultato il 26 giugno 2024.
cite-note-costa-88. mwarsCosta F., Costa M., Salpietro L., Turano F., mwarwEnciclopedia illustrata degli invertebrati marini, Arbitrio editori, 2002.
cite-note-0-99. mwasaAlessandro Minelli, mwaseIl grande dizionario illustrato degli animali, Firenze, Edizioni primavera, 1992, p.mwasi 69, mwasmISBNmwasq 8809452445.
cite-note-2-1010. mwassmwaswmwas0Loligo vulgaris, su mwas4tolweb.org. mwas8URL consultato il 26 giugno 2024.
cite-note-1111. mwatm(mwatqmwatuEN) mwatymwatcLoligo vulgaris, in mwatgmwatkWoRMS (mwatoWorld Register of Marine Species).
cite-note-1212. Vecchione, M. & R.E. Young. (2010). mwat4mwat8Loligo reynaudii Orbigny 1845. Tree of Life Web Project.

Bibliografia

• mwauqEgidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-395-2.

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